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La Venezia che non si vede

blind.wiki

La Venezia che non si vede

Blind.wiki – Racconti e pensieri per vedere ciò che non si vede

 

“Blind.wiki” che nome strano. Analizziamolo assieme.
Beh sul concetto di “blind”, ovvero cieco, non ci dovrebbero essere dubbi, “wiki” invece ci ricorda subito wikipedia e il collegamento non è affatto casuale. Si tratta infatti di una nuova applicazione volta a trasformare le città in luoghi accessibili a tutti fornendo informazioni costruite in modo collaborativo.

L’obiettivo? Dar voce alle persone per le quali la rappresentazione visiva non è un aspetto scontato della vita quotidiana.

blind.wiki alla marciana

 

L’applicazione

Si tratta di un progetto inclusivo che vede la collaborazione di ipovedenti e normovedenti. Inoltre si basa sull’interazione con i cittadini e il territorio. L’applicazione infatti è una piattaforma all’interno della quale tutti, previa iscrizione, possono pubblicare istantaneamente contenuti audio geolocalizzati che descrivono un particolare aspetto del luogo in cui ci si trova.

Ogni audio sarà catalogato secondo Tag specifici ovvero parole chiave identificative come ad esempio “ponte” per tutti gli audio nei quali si racconta di un evento accaduto su un ponte a Venezia o semplicemente lo si va a descrivere nelle sue caratteristiche particolari.

Nel caso specifico di Venezia i tag maggiormente utilizzati al momento sono:

  • Ponte
  • Pericolo, per raccontare tutti quei gradini inaspettati, rive d’acqua senza ringhiere, portici bassi che risultano pericolosi per un turista cieco o ipovedente
  • calle in acqua, per indicare tutte quelle calli che sboccano su un canale
  • pozzi
  • ambiente sonoro, che racchiude tutte le registrazioni delle situazioni in cui ci sono segnali audio importanti come le campane o i gabbiani
  • odori, per aiutare ad identificare luoghi significativi come il mercato del pesce ai piedi del ponte di Rialto
  • primo soccorso
  • e molti altri

Ecco dunque che non si tratta solo di un elenco di pericoli e monumenti ma diventa una piattaforma narrativa, creata dalla collettività, che assume le sembianze di una cartografia sensoriale per trasmettere informazioni, emozioni ed esperienze che tutti possono condividere.

La tecnologia GPS viene dunque utilizzata non solo per creare audio in real time ma anche per accedere, con lo smartphone, agli stessi audio camminando per la città.

 

L’idea

L’idea di blind.wiki è partita dalla Catalogna e precisamente dalla mente dell’artista Antoni Abad da sempre impegnato in progetti che vedono la tecnologia come strumento utile e funzionale se utilizzato con metodo e consapevolezza.

Abad ha testato una primo prototipo a Roma nel 2015 coinvolgendo una trentina di studenti de La Sapienza, per poi spostarsi a Sydney, a Berlino, in Croazia e oggi, in occasione del Carnevale 2017, anche a Venezia.

L’auspicio dunque è quello di riuscire ad innescare una crescita organica come per un qualsiasi social network. Intanto siamo all’inizio e come tutti gli inizi si procede a rilento e con occhi e orecchie ben aperte per cogliere spunti e criticità.

 

 

Un grazie speciale:

A Maurizio Messina, direttore della Biblioteca Marciana di Venezia, per aver messo a disposizione la location.

a Felice Tagliaferri, scultore non vedente riconosciuto a livello internazionale, per aver aderito al progetto con interesse e coinvolgimento.

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